18 Novembre 2018

Territorio

Facciamo un pacco alla camorra, 10 anni di impegno civile e sociale.
Ieri la manifestazione a Bacoli

 

Valore, etica e territorio. Questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la decima edizione di Facciamo un pacco alla camorra, iniziativa promossa dal consorzio N.C.O Nuova Cooperazione Organizzata, in collaborazione con il Comitato don Peppe Diana, Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie e Cittadinanzattiva.

 

La manifestazione, che si è svolta ieri a Bacoli presso Parco Cerillo – Oasi di Ambiente & Cultura, si è proposta di raccontare attraverso le voci dei protagonisti dieci anni di impegno civile che hanno visto la riqualificazione delle terre e dei beni confiscati alla camorra. Il pacco, contenente prodotti seminati e raccolti in quelle zone un tempo patrimonio della malavita, rappresenta il riscatto del territorio e della persona e diviene simbolo del rispetto di tutti i termini della filiera lavorativa. 

 

“Per il decimo anno volevamo raccontare il progetto, che impiega circa 112 risorse, in un luogo in cui i giovani si determinano e portano valore a tutta la cittadinanza”, ha dichiarato Giuliano Ciano, presidente Nuova Cooperazione Organizzata. Da qui la scelta del parco Cerillo, che dopo anni di inutilizzo da parte della comunità per mancanza di manutenzione, vive oggi nuova vita grazie all’intervento delle associazioni Luna Rossa, IoCiSto, La casetta Onlus, Marina Commedia e alla gestione della Cooperativa Sociale Tre Foglie, presieduta da Diego D’Orso. “Da una storia di cooperazione sociale – ha continuato Ciano – Facciamo un pacco alla camorra diventa non solo una scatola di prodotti, ma una scatola di sogni, di percorsi, di crescita”.

Da sinistra a destra: Marco Puglia, Sandro Ruotolo, Giuliano Ciano, Fabio Giuliani, Valerio Taglione, Diego D’Orso, Mimmo Borrelli

 

Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana, nel ricordare che il prossimo 19 marzo 2019 sarà il 25esimo anniversario dell’omicidio di don Peppe Diana ha affermato: “Un sacrificio che non è stato vano. In questi 25 anni abbiamo costruito per far sì che si passasse da terre di camorra a terre di don Diana. Sono stati anni di impegno quotidiano, un’esperienza di cambiamento”.

 

Fabio Giuliani, referente di Libera in Campania ha commentato: “Con Facciamo un pacco alla camorra raccontiamo un percorso di grande bellezza e farlo qui a Bacoli è voler proseguire per questa strada. Cinque anni fa si siglava un protocollo d’intesa tra Libera e N.C.O Nuova Cooperazione Organizzata in un luogo deputato alla bellezza”. In Italia esistono circa 900 realtà che gestiscono oltre 5000 beni  confiscati alle mafie.

 

A raccontare il lavoro e la speranza intorno al progetto Peppe Pagano di N.C.O Nuova Cooperazione Organizzata, che intervenuto durante l’incontro, ha portato l’esperienza di Casal di Principe da terra di camorra a terra di rinascita.

 

“Sono dell’idea che sia necessario offrire un’opportunità a chiunque la voglia -, ha commentato il magistrato Marco Puglia -. Quando più soggetti entrano in sinergia e comunicano tra di loro si può creare qualcosa di incredibile”. Facciamo un pacco alla camorra vive di un sistema di relazioni: una collaborazione che si traduce in risultati tangibili e un messaggio di resistenza e libertà.

 

“La nostra terra è straordinaria – ha aggiunto Simmaco Perillo, presidente della cooperativa Al di là dei sogni -, i prodotti e la scatola sono importanti se accendono la speranza che qualcosa si può fare”. 

 

“Torniamo a essere umani e a confrontarci con la nostra umanità – ha fatto seguito il giornalista Sandro Ruotolo -. Siamo in una via di mezzo. Occorre creare sinergia tra istituzioni e società civile per vincere la partita. C’è bisogno di valori, etica e pulizia”.

 

A conclusione l’artista Mimmo Borrelli ha regalato al pubblico la lettura di una sua poesia. 

Serena Adriana Poerio

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